I mucci

Ritorno al futuro. Beh, veramente sarebbe ritorno al passato, ma qualcosa mi dice che il futuro in questo caso si possa nascondere da qualche parte per poi spuntare fuori a sorpresa.

E il telefonino si spegne e non si accende più. Poi scopri che cambia data, così, come gli pare. Allora lo reimposti. E quando non ci pensi più ricomincia. Ma c’è anche l’auricolare, che tu sei fra quegli strani individui che invece di guidare l’auto con la mano sinistra e con la destra attraversarti la faccia e appoggiare tranquillamente il telefonino all’orecchio sinistro, in rotonde incroci e sorpassi, te povera scema – a Pontedera si dice “broda” – ti metti un congegnino all’orecchio destro e ti basta un leggero tocco del dito indice per rispondere e per chiudere. Però, diciamoci la verità, il bluetooth non ti cuoce quanto un telefonino appoggiato al cranio…

Ecco, a un certo punto, non contento della tua attenzione per l’ecologia e per la tua salute, il tuo auricolare ti avvisa che non funziona più: “Bip!”, e te aspetti, perché se non arriva il secondo, di bip, vuol dire che quell’aggeggio all’orecchio è un’inutile appendice. Devi spegnere il cellulare e riavviarlo, e se gli pare si riprende. Se gli pare.

Allora pensi fortemente di prenderlo a calci in quel posto che lui non ha ma glielo faccio venire a suon di pedate, di schiacciare con voluttà sotto i piedi quella specie di scarafaggio bippeggiante appendice di quell’aggeggio di cui sopra, quando – miracolo – tutto riprende a funzionare a meraviglia: ti viene un po’ male disfarti di quegli oggetti infernali quando diventano degli angioletti, e soprassiedi. Finché tutto ricomincia da capo. Sì, ti fa le foto senza bisogno di portarti dietro la macchinetta. Vai su Facebook, che anni fa avresti detto “’ndo vai???”. Condividi, twitti, messengereggi, scarichi la posta, scrivi mail… o se per comunicare con gli altri si piglia un foglio, si scrive con la penna, poi si mette in una busta, si va alle poste e si imbuca? No eh? ma come siamo diventati comodi!

Non si legge più, parlo per me: prima divoravo un libro ogni due giorni. Non si scrive più: ho scatole piene di fogli battuti a macchina con i miei pensieri di tanti, tanti anni.

Forse ci vuole una via di mezzo: magari scrivere e archiviare al pc. Magari smettere di giocare ai vari “saga” e prendersi un libro in mano: ne ho così tanti che non basta una vita! Ci vuole forza a dismettere le cattive abitudini: ma ho smesso di fumare, cosa volete che sia usare l’informatica e non dipenderne?

Dev’essere per questo che ho ripreso in mano il mio “antico” blog, con tre siti che ho certo che un blog mi ci voleva proprio! Ma a questo sono affezionata. Li mucci, tanto per saperlo, sono “i mucci”: “li” in sardo è l’articolo maschile plurale, e i “mucci” sono i funghi di cui il mio terreno in questi giorni è pieno, tanto io sono allergica… il nome certo che ne definisce un po’ la consistenza, ma chi li può mangiare mi ha detto che non sono niente male. Chi li vuole si faccia sotto: ce ne sono a camionate. io intanto mi disintossico scrivendo post.

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